VION MdF: storia di un Campione

Scrivere la storia di Vion è un po’ complicato, allora, come tutte le storie che finiscono bene, decido di cominciare così:

C’era una volta……………………………

C’era una volta un allevamento di malinois di linee lavoro, “La Maschera di Ferro” che, dopo gli indiscussi successi nelle prove di lavoro nazionali,internazionali e mondiali,con Holga des Deux Pottois, decise di inserire altre fattrici di sangue alternativo al fine di impostare un programma di allevamento zootecnico con il preciso scopo, già nel 1990, di allevare soggetti di ottime qualità caratteriali che mantenessero un”TIPO” corretto. Importammo, dunque Elloà de la Noaillerie e Bea du Creux Tatcher. La prima ,acquistata a 60 giorni presso André Noel e figlia del finalista Ardent de Malassagne, la seconda che aveva già quasi sei anni,dall’allevamento du Clos de Savoie,dell’amica Francoise Perez. ed era figlia del finalista Robin de la Fontaine du Buis. In Francia Bea era già stata utilizzata su Gamin de 2 Pottois e sul nostro Brian (Holga e Iouri 2 Pottois) con successo ed era madre di finalisti. Verrà segnalata in seguito come una delle fattrici determinanti per la selezione del malinois da lavoro degli anni Novanta. Noi abbiamo avuto la gioia di averla con noi in casa ed apprezzarne le qualità e soprattutto la simpatia e la compagnia.
Abbiamo constatato sempre dal vivo, le qualità dei cani che utilizzavamo. Ora c’è internet,dove tutto è alla portata di chiunque ma restando irreale,: perché se vuoi allevare seriamente i cani occorre andarli a vedere……alle gare,agli allenamenti e frequentare. Tutto il resto sono chiacchiere da forum……il più delle volte, peraltro “rubacchiate” …..
Dietro a Vion ci sono dunque sia Bea che Elloa e c’è anche, non dimentichiamolo, Holga.
Per farla breve, coprimmo un figlio di Holga e Iouri 2 Pottois, tale VARAC, già prodotto da noi, ma ancora senza affisso, di proprietà di Aurelio Testa, soggetto che partecipò ai Mondiali FCI, e che fu il primo vincitore, nel 1992 del Campionato Sociale CAPB (chi ha avuto la fortuna di vincere la “Challange IPO” avrà notato che il primo nome segnato è proprio VARAC..1992…), con la bella Bea du Creux Tatcher. Tra i nati da quell’accoppiamento c’era anche un certo LOHR LA MASCHERA DI FERRO ( nel frattempo era arrivato l’affisso), un soggetto un po’ “sopra le righe”,ma di ottimo tipo e buone qualità che decidemmo di dare ad ELLOA’ DE LA NOAILLERIE, femmina deliziosa, di grandissimo temperamento e affettuosissima, sorella del finalista EMPIRE DE LA NOAILLERIE .
Da Elloa, su EBAROS DE LOUPS MUTINS era infatti già nato il grande HITUSK LA MASCHERA DI FERRO, HD-A IPO 3 pluri-finalista ai Mondiali FMBB (con anche 99 in pista) condotto sia da me che da Roberto, e anche , sul CH.RIP.BRIAN RING 3, IRAN LA MASCHERA DI FERRO HD-A IPO 3 , che in mano a Marco Scardassa si qualificò tra i primi dieci ai mondiali FMBB 1996, poi ritornato in mano al proprietario, Luigi Marrocco, morì a soli 5 anni perché non si era accorto di una polmonite e quando lo portò dal veterinario,era troppo tardi..Dopo quell’ increscioso episodio (che risultò alla fine essere il terzo cane tra persi, demoliti, o morti…del medesimo proprietario..) non diedi mai più cani del mio allevamento al signor Marrocco Luigi. E le Maschere di Ferro continuano a ringraziare , scondinzolando…..!!!!!
Dunque,dall’accoppiamento di Elloà de la Noaillerie, già madre di grandissimi soggetti, e Lohr la Maschera di Ferro (che portava sia il sangue di Holga che di Bea) nacquero solo due femmine: OUDRA LA MASCHERA DI FERRO e ONICE LA MASCHERA DI FERRO.
Onice,più simile a Lohr, nervosa e un po’ ombrosa ma con un buon predatorio e Oudra allegra e gentile,molto simile ad Elloa, con poco predatorio iniziale, si rivelò poi di gran lunga superiore alla sorella ,per temperamento,stabilità e carattere ma alla fine la persi di vista,(era stata acquistata da un medico che mi aveva indirizzato il compianto allevatore e giudice ,Cav, Angelo Tavazzani.) .A non aiutare il carattere di Onice fu che la sua proprietaria, Anna Maria Cini, non potendola tenere con sé inizialmente, la lasciò presso una pensione per alcuni mesi, e seppur si prendesse cura di lei quotidianamente, quella comunque non è la situazione ideale per nessun cane, tantomeno un malinois.
Quindi Onice, non ebbe inizialmente le basi per una serena crescita, fuori dal nostro allevamento. E di questo mi dispiaccio molto, perché ciò non ha fatto altro che rinforzare il carattere già poco solare che aveva dimostrato fin da piccola.
Da quando Annamaria prese con sé la cagna, il carattere migliorò sensibilmente, ma un’ombrosità restò pur sempre. Onice diventò, e non solo a mio avviso, decisamente una bella femmina: con una testa molto tipica,conseguì la ScHH1 (o IPO 1, non ricordo) e gareggiò in agilty nelle tre classi, ma dove dimostrò migliori attitudini, anche grazie ad un ottimo feeling instaurato poi con la conduttrice Anna Maria Cini, fu la disciplina di Obedience, dove conseguì l’ambito titolo di Campione ENCI.
Quando Annamaria decise di far coprire Onice, iniziò una specie di incubo…anche nel senso simpatico, ma la sua tecnica di scelta del maschio, non era esattamente la nostra….Comunque scartai immediatamente la sua proposta di un certo Persan (e non mi sbagliai…visto in seguito la sua riproduzione…) e a furia di esclusioni, per un motivo o per l’altro, arrivammo Roberto Donnini ed io ad indicare l’unico stallone a nostro avviso in grado di ovviare alcuni difetti di Onice:GISMO BOESEN BUBEN, soggetto che ho usato anche su altre femmine del mio allevamento e che non comprendo perché in Italia sia stato completamente ignorato dagli allevatori di malinois . Noi selezioniamo soggetti per lavorare (e per “lavoro” non si intende né Agility, né Obedience ma Utilità e Difesa) e con precise caratteristiche e in Onice avevamo individuato il problema che metteva avanti le zampe prima dell’impatto sulla manica., che non è un difetto appreso, ma genetico. E che non vogliamo fissare nelle nostre linee. Dunque ,per ovviare a quel difetto nella discendenza non occorreva cercare chissà cosa o chissà chi sui pedigree on-line, ma dare semplicemente il maschio giusto .E il maschio giusto non poteva essere che GISMO, il quale aveva e portava esattamente le caratteristiche di impatto del padre CARTOUCHE ROTEN FALKEN, il quale padre mi era stato garantito espressamente dai due più grandi amici di Muendelhein (Roten Falken malinois) ovvero Knut Fuchs e André Roig. Per questo Roberto Donnini ed io decidemmo quell’accoppiamento, sul quale, d’accordo con Annamaria, avrei tenuto una femmina per me (il nome “Velvet Gun” fu scelto infatti dalla sottoscritta in onore dei Guns and Roses). Poi siccome c’era solo una femmina ed Annamaria ci teneva tantissimo, ben volentieri rinunciai, avendo già in allevamento femmine del calibro di Isa la Maschera di Ferro,sorella di Iran, che portava il sangue di Elloa e di Brian (e che resta indiscutibilmente una fattrice di grande spessore) e optai per un maschio, che volli chiamare Vulcan. La cucciolata fu segnata da una cattiva stella: il cane che scelse Massimo Floris come diritto di monta, Vento, appena ritirato ebbe una gastroenterite fulminante dalla quale Massimo, veterinario, riuscì a salvarlo in corner, ma in seguito ad un incidente poco tempo dopo Vento morì. Vulcan, appena ritirato da noi, ebbe la medesima gastroenterite fulminante che gli fu purtroppo fatale e che contaminò anche una cucciolata che avevo in casa, del grande Ch.Nico du Domaine Rossini: quattro cucciolii ne furono falciati.
Un altro fratello, (che poi Roberto rivide in seguito e del quale francamente non ricordo il nome, ma di nessun interesse zootecnico) Vinni che all’atto della cessione aveva un testicolo ritenuto e Vion furono i maschi sopravvissuti, con Velvet Gun.
Secondo Annamaria Vion era un cane di “minor carattere” rispetto ai fratelli , tant’è che lo vendette ad una giovane ragazza inesperta della razza che avrebbe dovuto indirizzarlo all’obedience.
E qui mi permetto una critica: occorre aver esperienza e non basta mai l’esperienza per valutare il carattere nei malinois da lavoro. Che tutti i test che fanno i vari comportamentisti, su questa razza non solo sono inutili, ma fuorvianti, Funzionano su altre razze (forse) ma non sulla selezione specifica di soggetti da lavoro.
Se stimo Annamaria per il suo impegno nell’addestramento e anche nei risultati suoi e dei suoi allievi nella disciplina dell’Obedience, non concepisco assolutamente il suo modo di gestire le cucciolate né nella vita reale, né ancor meno nello spropositato “outing” che ne fa sul web. Anche perché molto spesso le sue deduzioni sui comportamenti dei cuccioli sono assolutamente personali ed errate e dunque fuorvianti anche per chi legge. Occorre osservare più cucciolate e di diverse fattrici di una razza e poi forse, si comincia a comprendere i veri caratteri, soprattutto nel malinois da lavoro. Ed in più occorre avere un sesto senso, quel colpo d’occhio che distingue l’allevatore dagli altri e che io non ho riscontrato in Anna nell’allevamento mentre ne ha nell’addestramento del cane già adulto.
Tornando a Vion, la nuova proprietaria, Erica, lo portò presso il centro “Balla coi Lupi” (nel Veneto) per indirizzarlo all’obedience dove il cane progrediva ed era apprezzato, poi malauguratamente decise di cimentarsi nell’utilità e difesa. E qui cominciarono i guai. Erika frequentò il Centro Cinofilo Devils Lair dove Vion non solo non fu capito, sottovalutato e quant’altro, ma fu portato ad un’evidente esasperazione tanto che cominciò a dar segni di insofferenza ,squilibrio e rivoltarsi contro la proprietaria.
Qui permetto più che una critica: è non solo non professionale, ma criminale essere così incapaci nella gestione e valutazione di un soggetto di nemmeno un anno . Non aggiungo altro, tranne che spero che almeno l’esperienza sia servita a qualcosa e che i sedicenti tecnici dell’addestramento non incappino più in tali errori.
Erika mi telefonò in lacrime un giorno, chiedendomi se potevo ritirare il cane, che oramai era diventato ingestibile e che alternava sbalzi di umore. Mi raccontò che l’istruttore, ritenendolo un cane “poco forte”, le aveva consigliato di lasciarlo sempre vincere in casa, di non dargli regole: il cane poteva prendere le cose dal tavolo,poteva marcare in casa,salire e scendere da letto e divani a suo piacimento….
Non credevo alle mie orecchie….e mi ricordai che tanti e tanti anni prima, un certo Brian, che ancora ad 11 mesi faceva la pipì come una femmina e che quindi tutti dicevano che “era poco forte” si rivelò uno dei migliori soggetti, sia nel lavoro che nella riproduzione degli anni 90. E anche Cuik du Clos Saint Michel, che non mordeva ad 11 mesi….Certo, occorre conoscere e valutare con modestia ed umiltà: e quando non si è all’altezza, chiedere a chi sa di più, prima di commettere errori irreversibili. Su Vion, se il primo errore di valutazione fu commesso da Annamaria, il secondo e ben più grave fu commesso al Centro Devils Lair. E se Erika non fosse stata così lungimirante da separarsi dal cane e portarlo da noi, prima che gli eventi precipitassero, oggi Vion sarebbe certamente sotto terra, e non per colpa sua.
Quando arrivò da noi, Vion era decisamente squilibrato ed iperaggressivo. Ricordo che dissi ad Erika di metterlo nel trasportino che avevamo nel furgone, e poi, dopo un paio d’ore cominciai a chiedermi: e adesso come lo tiro giù? Roberto non c’era e Vion, non appena mi vedeva si avventava contro la porta con un’espressione talmente brutta e cattiva e squilibrata, come mai ne avevo viste. E di malinois me ne intendo!….Gli buttai nel trasportino un pezzo di wurstel con un paio di pastiglie di acepromazina , e aspettai un’oretta. Poi accertatami che le sue reazioni fossero scese di parecchio, aprii la gabbia lui scese un po’ rimbambito , io presi il capo del guinzaglio che Erika aveva lasciato sul cane e lo portati subito a fare una passeggiata. A me si affezionò immediatamente e mai, dico mai, negli otto mesi che rimase presso di noi Vion ebbe verso di me il minimo segno di insofferenza e meno ancora aggressività. Elementare: basta non dargliene l’occasione!!Con Roberto fu un po’ più dura, ma alla fine divennero buoni amici, soprattutto perché con Roberto si andava al campo di addestramento a lavorare!!!
Vion si rivelò immediatamente un SUPER-CANE: rapido, intelligente e con un gran morso potente.
Alla faccia degli incompetenti che ne avevano criticato sia le qualità zootecniche che agonistiche.
Di Vion è stato detto di tutto e da tanti : non adatto allo sport, carattere appena mediocre, morso inesistente…..insomma avrebbe dovuto essere l’immagine del cane inutile: eppure da noi migliorava giorno per giorno, sia nella vita che nello sport.
Un giorno, il cane era già socievole con noi e nel nostro ambiente, ben lontano dal primo Vion che era arrivato con Erika,lo videro Alessandra e suo marito Carlo, se ne innamorarono e lo vollero portare a Roma . Noi li avvisammo che era un soggetto da non sottovalutare, ma non è facile gestire un malinois che ha già avuto la possibilità di ribellarsi al proprietario, infatti non appena gli si fu ripresentata l’occasione (Carlo disteso sul divano con Vion sopra di lui……….errore imperdonabile di gestione!!!.) il cane lo morsicò, per fortuna senza conseguenze.. E tornò a casa. Non prima di essere stato comunque disprezzato da un certo Simon, che dall’alto della sua esperienza, lo valutò un cagnetto mediocre e di poca considerazione.
Piccola parentesi: Carlo, prese da noi in seguito un ottimo cucciolo di 60 giorni, tale Bat la Maschera di Ferro, con il quale è già in IPO 3 ed i due vivono in simbiosi, per non parlare della moglie Alessandra alla quale sarò sempre grata per aver portato Teti la Maschera di Ferro al titolo di Campionessa Sociale CAPB-IPO.
Tornato dunque da noi,ancora una volta devo dire che si comportò benissimo, continuò la sua vita serena e gli allenamenti al campo con Roberto Donnini e fu il cane sul quale ebbe inizio la formazione del giovanissimo Simone Teich, allora credo nemmeno maggiorenne, come figurante.
Vion era un cane inesauribile, dalla vitalità infinita. Molto simile a Iran la Maschera di Ferro, stessa violenza e determinazione nell’impatto, ma esteticamente più tipico.
Avevamo “centrato” l’accoppiamento giusto: e quel difetto di mettere le zampe avanti prima dell’impatto sulla manica era stato geneticamente (almeno per Vion) debellato.
John Soares arrivò da noi per un interessante stage, a novembre, vide Vion, se ne innamorò e ci chiese se poteva averlo. Perché no? John sa il fatto suo, è un ottimo tecnico dell’addestramento, saprà certamente come gestirlo e lo porterà in alto!!
E qui c’è la prima lezione che tratta della differenza tra la competenza (Donnini-Soares) e l’incompetenza (tutti quelli che hanno visto difetti inesistenti….e sono pure riusciti a crearli!!!) .
Perché Vion la Maschera di Ferro è l’esempio cinofilo dell’incapacità tecnica che regna in Italia, e tutti coloro i quali, giudicandolo hanno pontificato: “sì, mediocre”, “niente di chè” possano riconoscersi e lavorare su sé stessi per migliorarsi, perché al momento, la mediocrità era di loro appannaggio, non del cane!!
Vion in America ha iniziato una carriera senza eguali, John all’inizio telefonava spesso a Roberto per chiedere consigli sulla razza (è stato il suo primo malinois) e lo ha invitato spesso per lavorare insieme il cane. Tra i “grandi” nasce sempre quel feeling che non può accomunare i mediocri. E tra Roberto e John, oltre alle affinità elettive (arte, musica,filosofia) governava la stessa concezione del cane e dell’addestramento.
Per due anni John e Vion si qualificarono ai Campionati Americani con la menzione di “Helpers Best Choise”, ovvero il cane con migliore difesa, deciso dai figuranti, e quasi sempre eccellente sia in difesa che in obbedienza.
Selezionato quest’anno ai mondiali FMBB, non ha potuto recarvisi in quanto i Soares proprio in quel periodo erano impegnati nel trasloco.
Selezionato ai mondiali FCI 2010 per la squadra Americana (che non è come quella Italiana dove vengono scelti 6 cani su una nazione,ma in USA sono scelti 6 cani su tutti , o quasi, gli Stati!) si è qualificato 7° (primo soggetto di affisso italiano!!) portando la squadra USA sul secondo gradino del podio. Inoltre vince il Campionato Americano di tutte le razze dividendo il podio con due pastori tedeschi e il Campionato del Pastore Belga.
E’ un Campione.
Il Campione degli Sati Uniti d’America del 2010.
E scusate se è poco.

Liliana Berruto

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