C'era una volta il codice di Monaco

Parto volutamente con un titolo intrigante e…senz’altro attuale. Non si lascia nulla al caso, ed è bene approfittare del can-can di Cannes (pare uno scioglilingua!) prodotto da Dan Brown.
Nel 1934 fu redatto “Il Codice di Monaco”che nulla ha a che vedere con misteriose avventure. Si trattava di una serie di indicazioni o leggi atte al fine di regolamentare, in generale, le monte. Questo “Codice di Monaco” spesso era pubblicato, tradotto in italiano, nelle vecchie edizioni di libri che concernevano le varie razze. Fu in seguito sostituito da un regolamento FCI, che nel 2004 subì ancora alcune modifiche e/o aggiunte.L’ho tradotto direttamente dalla versione originale in tedesco (che è l’unica che fa fede in caso di divergenze nell’interpretazione). Credo sia interessante essere al corrente del punto di vista della FCI nella regolamentazione delle monte, dato che prende in esame dettagliatamente ogni eventuale casualità: dalla monta accidentale all’inseminazione artificiale, dalla cessione dei diritti di affisso alla regolamentazione del pagamento ecc. ecc. Molto interessante l’ultima parte (che è stata aggiunta appunto nel 2004) e che prende in considerazione l’eventualità che un allevatore –se per motivi di studio o lavoro o altro abita in un’altra nazione per un certo periodo- può far nascere la cucciolata in quella nazione,senza il trasferimento di affisso da un kennel club all’altro.

Regole internazionali di allevamento della F.C.I.
Traduzione dal testo originale in lingua tedesca, a cura di Liliana Berruto

PREMESSA

1. I Paesi che sono associati alla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) sono tenuti a rispettarne il regolamento internazionale di allevamento.

o Il presente regolamento di allevamento della FCI riguarda tutti i Paesi associati, o membri, e quindi sotto le regole della FCI. Ciò siginfica che l’allevamento deve essere effettuato esclusivamente con soggetti di pura razza, sani nel carattere, in perfetta salute sia a livello funzionale che ereditario, e che siano iscritti in un registro delle origini, o in un registro d’attesa, riconosciuti dalla FCI. Questi registri devono rispettare le condizioni poste dalla FCI.


o Solo i cani in perfetta salute in termini di ereditarietà sono quelli che trasmettono le caratteristiche dello standard di una razza, il tipo ed il temperamento e che non presentano alcun difetto ereditario tale da minacciare l’aspetto funzionale della loro discendenza. Perciò i paesi membri della FCI devono evitare che gli standard includano delle esagerazioni tipologiche che potrebbero danneggiare l’aspetto funzionale dei cani.

o I cani che presentano difetti da squalifica, come un carattere non a posto,una ciecità o sordità congenita,labbro leporino, palato aperto, malformazioni della mascella o gravi difetti di dentizione,un’atrofia progressiva della retina, epilessia, i cani criptorchidi o monorchidi, quelli albini, quelli affetti da grave displasia all’anca o quelli che presentano un colore di pelo non desiderato, non possono essere utilizzati al fine dell’allevamento.


o Per la “gestione” dei difetti ereditari come la displasia dell’anca o l’atrofia progressiva della retina, i paesi membri e/o associati alla FCI, devono tenere un registro dei cani che hanno queste malattie,combattere queste malattie in modo metodico,registrare continuamente i progressi realizzati e mettere a conoscenza di ciò la FCI, qualora venga richiesto.

o La FCI e i suoi paesi associati hanno il sostegno di una Commissione Scientifica per la valutazione dei difetti ereditari.La Commissione Scientifica aiuta a combattere i difetti ereditari consigliando i paesi associati alla FCI. Nel caso che la Commissione Scientifica pubblicasse delle regole per definire le misure relative alla lotta contro i difetti ereditari, queste dovranno essere rispettate dai paesi associati, dal momento in cui vengono approvate dal Comitato Generale FCI.


o Ai paesi associati alla FCI sono affidate la competenza e la responsabilità in materia di allevamento.

L’allevamento e lo sviluppo delle razze canine si basano su programmi a lungo termine e su sani principi. La pratica di ciò non porterà a produrre cani malati o di carattere instabile o che manchino di attitudini al lavoro.
L’obbiettivo di allevamento deve essere di preservare e, eventualmente di allargare la differenza genetica di una razza.

Ai fini dell’allevamento possono essere impiegati solo cani funzionalmente sani. E’ compito dell’allevatore che seleziona un cane, determinare se questo sia mentalmente e fisicamente adatto a riprodurre.

Un allevatore deve assicurarsi che gli animali che impiegherà per la riproduzione abbiano un temperamento stabile e siano in buone condizioni fisiche.Un allevatore deve anche permettere al cucciolo di crescere in modo sano (mentalmente e fisicamente) e garantire un’appropriata socializzazione.

o I paesi associati alla FCI hanno il dovere di stabilire delle appropriate regole interne,che siano basate su questo regolamento, dove figurino gli obbiettivi prefissati. Questi regolamenti devono tener conto, in modo approriato, delle attitudini al lavoro di ciascuna razza.

I mercanti di cani e gli allevatori che lavorano con uno scopo strettamente commerciale non possono praticare allevamento riconosciuto ,in un paese associato alla FCI.

2. I reciproci diritti ed obblighi dei proprietari di stalloni o fattrici sono principalmente
determinati dalle leggi nazionali, dai regolamenti stabiliti dalle asociazioni cinofile o dai club
ed associazioni di razza e da delle convenzioni private. Se non esiste una normativa, verrà
applicato il Regolamento Internazionale di Allevamento della FCI.

o E’ assolutamente raccomandato agli allevatori e proprietari di stalloni di mettere per iscritto le condizioni della monta,al fine di stabilire con chiarezza gli aspettie obblighi economici.

o E’ considerato “proprietario” dello stallone la persona che ha acquistato l’animale e alla quale è intestato il certificato d’origine.

o E’ considerato “possessore” dello stallone sia il proprietario, sia la persona che da questi ha ricevuto l’autorizzazione di utilizzarlo in stazione di monta.

SPESE DI TRASPORTO E DI PENSIONE DELLA FATTRICE

3. Si raccomanda al proprietario della fattrice di portare e ritirare la stessa personalmente o tramite un intermediario di fiducia.Nel caso la fattrice restasse un certo tempo presso il possessore dello stallone,tutte le spese di alimentazione,pensione,eventuali cure veterinarie e danni che la cagna potrebbe arrecare presso il canile o il domicilio del possessore dello stallone . Anche il trasporto di ritorno della fattrice è a carico del suo proprietario.

RESPONSABILITA

4. In conformità con le leggi in vigore nei differenti paesi, è considerarata responsabile dei
danni causati a terzi dall’animale,la persona che al momento è custode dell’animale .

MORTE DELLA FATTRICE

5. Se la fattrice dovesse decedere presso il possessore dello stallone, quesi ha l’obbligo, a sue
spese,di far constatare la causa della morte da un veterinario. Informa al più presto il
proprietario della fattrice della morte della medesima e delle cause. Se il proprietario
desiderasse vedere il corpo il cadavere, il possessore non può rifiutare .
Nel caso il decesso fosse per colpa del possessore dello stallone,questo è tenuto a versare
danni e interessi al proprietario della fattrice.
Nel caso nessuna colpa possa essere imputata al possessore dello stallone per la morte della
fattrice, il proprietario di questa rimborserà al possessore dello stallone tutte le spese legate
al decesso dell’animale.

SCELTA DELLO STALLONE

6. Il possessore dello stallone si impegna a far coprire la fattrice dallo stallone previsto e da
nessun altro. Nel caso che lo stallone previsto non potesse in fare la monta, la fattrice potrà essere coperta da un altro stallone ma solo dopo accordo con il proprietario della medesima. E’ in ogni caso proibito far coprire la la fattrice da due o più stalloni differenti durante il medesimo calore.

MONTA ACCIDENTALE

7. Nel caso avvenisse una monta accidentale, da uno stallone diverso da quello convenuto,il
possessore dello stallone, che ha presso di sé la fattrice,è obbligato a rimborsare al
proprietario della medesima tutte le spese che questa monta accidentale comporta.
A seguito di una monta accidentale con uno stallone diverso da quello concordato, è vietato
effettuare una seconda monta con lo stallone che si era concordato.
Il possessore dello stallone non può, in alcun caso,pretendere o imporre obblighi finanziari
al proprietario della fattrice, in caso di monta accidentale.

ATTESTATO DI MONTA AVVENUTA

8. Il possessore dello stallone certifica e conferma di essere stato testimone oculare della monta, firmando una dichiarazione

Nel caso che l’ente detentore dei libri di origini del paese dove la cucciolata deve essere registrata preveda appositi formulari, spetta al proprietario della fattrice procurarseli e correttamente compilarli e presentarli al possessore dello stallone per la firma.
Il documento che attesta l’avvenuta monta deve obbligatoriamente contenere queste indicazioni:
a) nome e numero di registrazione al libro origini dello stallone
b) nome e numero di registrazione al libro origini della fattrice
c) nome e indirizzo del possessore/proprietario dello stallone
d) nome e indirizzo del proprietario della fattrice al momento della monta,eventualmente la data di voltura della fattrice.
e) Luogo e data della monta
f) Firme del possessore dello stallone e proprietario della fattrice
g) Se l’ente detentore del libro di origini esige per la registrazione dei cuccioli una fotocopia del certificato di origine del pedigree dello stallone, è obbligo del possessore di quest’ultimo fornirlo gratuitamente al proprietario della fattrice.

PAGAMENTO/RISARCIMENTO DELLA MONTA


9. Si raccomada al proprietario dello stallone di non firmare l’attestazione di monta che dopo il
pagamento del prezzo precedentemente fissato. Non è tuttavia permesso trattenere la fattrice
a titolo di garanzia del pagamento.

10. Se lo stallone scelto non riesce a coprire per qualche ragione o perché la fattrice non si lascia
coprire, dato che la monta non viene effettivamente eseguita, il proprietario dello stallone
non può pretendere il prezzo fissato per la monta .

11. Per ciò che concerne la cucciolata prodotta dallo stallone,il proprietario di questo non ha il
diritto, nei riguardi del proprietario della fattrice, di avere ulteriori pagamenti. Non ha alcun
diritto di farsi dare gratuitamente un cucciolo.
Se le parti si erano precedentemente messe d’accordo per un cucciolo,a titolo di pagamento
della monta, questo accordo va scritto e sottoscritto prima della monta. In caso di questo tipo
di accordo, i seguenti punti devono essere assolutamente precisati e rispettati.

a) il momento della scelta del cucciolo da parte del proprietario dello stallone
b) Il momento della consegna del cucciolo al proprietario dello stallone
c) Il momento a partire dal quale il diritto del proprietario deloo stallone di scegliere un cucciolo è irrevocabilmente prescritto.
d) Il momento a partire dal quale il diritto di ritiro del cucciolo è irrevocabilmente prescritto
e) Le regole per le spese di trasporto
f) Gli accordi speciali nel caso in cui la fattrice partorisca cuccioli nati morti o un solo cucciolo in vita o il cucciolo scelto dovesse decedere prima della consegna.

LA FATTRICE RIMANE VUOTA

12. Dopo una monta correttamente eseguita, viene considerato che lo stallone abbia compiuto il
suo obbligo e dunque da questo momento ci sono le condizioni per aver diritto al pagamento
della monta.
Ciò non costituisce comunque una garanzia sul fatto che la fattrice sia rimasta incinta.
Sta al proprietario dello stallone,quando la fattrice resta vuota,o di accordarsi per una monta
gratuita ai prossimi calori della fattrice, o di rimborsare una parte della somma pagata per la
monta. Questo tipo di accordo va definito prima della monta, nel contratto di monta.
Il diritto ad una monta gratuita si estingue tuttavia nel caso di morte dello stallone o
cambiamento di proprietario del medesimo o morte della fattrice.
Se con un’analisi dello sperma può essere provato che lo stallone era sterile al momento
della monta,il proprietario della fattrice deve essere rimborsato delle spese sostenute per la
monta.

INSEMINAZIONE ARTIFICIALE

13. L’inseminazione artificiale non può essere praticata su animali che precedentemente non
hanno riprodotto in maniera naturale.
Nell’ inseminazione artificiale della fattrice, il veterinario che ha raccolto lo sperma dello
stallone deve certificare, in un documento che va consegnato all’ente che detiene i libri
d’origine dove la cucciolata sarà registrata, che lo sperma fresco o congelato, proviene dal
quel determinato stallone. Le attestazioni previste all’art.8 (a/g) devono essere gratuitamente
consegnate al proprietario della fattrice dal proprietario dello stallone.
Tutte le spese sostenute per la raccolta dello sperma sono a carico del proprietario della
fattrice, così come le spese relative all’inseminazione.
Il veterinario che attua l’inseminazione deve confermare all’ente che detiene i libri di origine
che la fattrice è stata inseminata correttamente con lo sperma proveniente dallo stallone
determinato. Su questa dichiarazione converrebbe trascrivere data e luogo
dell’inseminazione artificiale, nome e numero di registro della fattrice, e nome e indirizzo
del proprietario della fattrice.
Il proprietario della stallone dal quale proviene lo sperma deve anche firmare al proprietario
della fattricel’attestato ufficiale di monta.

CESSIONE DEL DIRITTO DALL’ALLEVAMENTO

14. Normalmente si considera che il proprietario della fattrice,al momento della monta, sia
l’allevatore della cucciolata.
Il diritto all’utilizzo di una fattrice o uno stallone può essere tuttavia trasferito ad una terza
persona.
Questo trasferimento deve, in ogni caso,essere attestato per iscritto,prima della monta
progettata.
La cessione del diritto di allevamento,debitamente scritta,deve essere dichiarata per tempo
all’ente che detiene i registri ed eventualmente all’associazione competente di razza.
Deve essere allegata alla denuncia di cucciolata.
Conviene descrivere esattamente nella cessione di diritto di allevamento i diritti e gli
obblighi delle due parti contraenti.
La terza persona che prende temporaneamente il diritto di allevamento su di una fattrice è
considerata come il proprietario della medesima e, secondo il presente regolamento, dalla
monta sino al momento dello svezzamento

REGOLE DI BASE

15. I cuccioli nati da due genitori di pura razza (della stessa razza) in possesso di documenti
riconosciuti dalla FCI, sui quali non vi sia scritta alcuna obiezione o restrizione da parte
dell’ente nazionale, possono ricevere un pedigree riconosciuto dalla FCI.,
In regola generale i cuccioli devono essere venduti e trasferiti ad una persona privata a nome
della quale va rimesso il pedigree.

16. I pedigree riconosciuti dalla FCI sono un certificato dell’affidabilità dei dati riguardante gli
antenati e non un certificato di garanzia della qualità del cane.

REGISTRAZIONE DEI CUCCIOLI AL LIBRO ORIGINI

17. Salvo accordi contrari,si intende che il nuovo proprietario nella vendita di una fattrice
incinta sia automaticamente l’allevatore della cucciolata .

18. Ogni cane allevato e registrato in un paese associato alla FCI deve essere riconoscibile con
un sistema di identificazione permanente e non falsificabile e questa identificazione deve
apparire sul pedigree
Normalmente,una cucciolata viene iscritta al libro origini dell’ente cinofilo del paese nel quale il proprietario della fattrice abita e il cuccioli porteranno il suo affisso.

Nel caso in cui non sia possibile determinare legalmente la “residenza abituale”, il proprietario della fattrice ha diritto a far nascere la cucciolata nel paese nel quale abita al momento della monta e di far iscrivere i cuccioli nel libro di origini dell’organizzazione cinofila di questo paese. Vanno rispettate comunque queste regole:

- Il proprietario deve attenersi alle normative di allevamento dell’organizzazione cinofila del paese nel quale è domiciliato al momento della monta.
- Il proprietario deve fornire una dichiarazione rilasciata dalle autorità competenti del paese dov’è domiciliato precisando ch’egli vi abita da almeno sei mesi ininterrottamente.

Se ci sono queste condizioni, l’associazione cinofila nazionale del paese nel quale il
proprietario vive al momento della monta, deve iscrivere la cucciolata nata sul suo teritorio
nel proprio libro di origini,deve emettere i pedigree per i cuccioli indicando l’affisso del
proprietario e l’indirizzo dove vive.


Sono tollerate eccezioni per gli allevatori di cani di razza che vivono in un paese che non detiene
libri di origini riconosciuti dalla FCI.
Queste persone hanno la possibilità di registrare i cuccioli in un libro origini riconosciuto dalla
FC I.
Tutti i cuccioli della cucciolata devono essere registrati; ovvero tutti i cuccioli in vita alla data
della domanda di registrazione.
I pedigree, che sono certificati di nascita,sono emessi per certificare le linee di parentela.Normalmente una femmina non può essere coperta, per una stessa cucciolata,che da un solo maschio. In caso contrario,le associazioni canine nazionali hanno l’obbligo di far certificare il legame di parentela (con esame DNA) a spese dell’allevatore.

REGOLE DI ALLEVAMENTO DEI PAESI MEMBRI DELLA FCI

19. Le regole di allevamento dei paesi membri della FCI possone essere più costrittive di quelle stabilite dalla FCI ma non possono andare contro di esse.

DISPOSIZIONI FINALI

20. Questo regolamento sostituisce “Regole Internazionali di allevamento di Monaco “del
1934.
In caso di divergenza nell’interpretazione fa fede il testo in lingua tedesca.

Le parti in grassetto sono state approvate dal Comitato Generale, Kyoto, novembre 2004.

Liliana - maggio 2006