I miei primi 20 anni
Il mio primo passaporto

" Nous ne sommes pas encore nés

Nous ne sommes pas encore au monde,

Il n'y a pas encore de monde,

Les choses ne sont pas encore faites.

La raison d'être n'est pas encore trouvée.. ".

Antonin Artaud

Sono nata per caso a Vicenza,la bella città del Palladio,dove ogni piazza è un palcoscenico diverso per ogni stagione ..Ho avuto un’infanzia allegra e felice, un po’ movimentata perché seguivamo mio padre che si trasferiva spesso per lavoro: i cani di famiglia (prima Mirka, poi Chicco) ci hanno sempre accompagnati! I ricordi più belli restano però le lunghe permanenze estive nel castello-albergo di proprietà degli zii, Schloss Elmau, in Baviera (www.schlosselmau.de) Lì, ogni anno la grande famiglia si riuniva ed io incontravo tutti i cugini, chi arrivava dall’Olanda,chi dalla Gran Bretagna…..chi dal Canada. Anche a Natale a volte ci si riuniva. .La nonna "Oma" era una donna eccezionale: parlava perfettamente quattro lingue, suonava il pianoforte e il mandolino, cantava (aveva una splendida voce soprano), ballava (ha insegnato a noi nipotine il walzer e la quadriglia) e dipingeva straordinariamente bene ad olio !!! Ho imparato così molto presto le lingue straniere, che al Liceo Artistico, scuola da me in seguito frequentata, non erano in programma. A Schloss Elmau si parlava tedesco, ovviamente, ma anche inglese e olandese: mi mancava il francese, così i miei mi spedirono in Francia, prima ad Angers e poi a Dijon.

Fui attratta dal mondo artistico d’avanguardia giovanissima mentre ancora frequentavo il liceo:la prima esperienza fu la parte di una ballerina nel film "Un supermaschio" tratto da Alfred Jarry, diretto dal pittore Ugo Nespolo . Nello spettacolo teatrale"I Cenci" di Antonin Artaud, interpretai la piccola parte di Eleonora Cenci. L’esperienza mi entusiasmò, ovviamente non si guadagnava nulla, così arrotondavo lavorando nelle emittenti televisive private e posando per foto pubblicitarie .Poi incontrai il Gruppo Teatrale del Cabaret Voltaire, di Torino, diretto da Edoardo Fadini. Avevano in cantiere un progetto grandioso, una "Divina Commedia-Inferno" avanguardistica, il palcoscenico era una vecchia corriera e gli attori delle macchine celibi sulle quali intervenivamo noi. Citazioni di Esdra Pound, Marcel Duchamps, Max Ernst, Alfred Jarry… si alternavano alle terzine dantesche e alle note di Erik Satie. Mi mandarono a lezione di canto da un’insegnante che lavorava per la RAI, e in poco tempo dovetti anche imparare a suonare al pianoforte un breve pezzo di Erik ,Satie mentre Giulia Fadini mi teneva in allenamento con la danza! Con lo spettacolo arrivammo fino a Napoli,! Conobbi grazie a loro Judith Malina (Living Theatre of N.Y.), Carmelo Bene, Manuela Kustermann, Paola Borboni, Lucia Poli, Franco Branciaroli e tanta gente straordinaria e piena di vita e di cultura! Nel frattempo i miei si erano trasferiti ed io vivevo da sola a Torino:non proprio da sola ma in compagnia di due femmine di pastore tedesco! In questo periodo conobbi colui che divenne il mio primo marito, Sergio: abbandonai il teatro ed entrai a far parte del suo staff nella progettazione e realizzazione di stands per saloni e fiere.Una delle due pastore tedesche, Joyce, era terribile…così decisi di mandarla a scuola, presso l’Allevamento di Casa Piellier, a imparare un po’ di "bon ton".

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